Primavera silenziosa

Il libro di Rachel Carson "Silent Spring" ha avuto un grande impatto sul movimento ambientalista. Per la prima volta l'America veniva messa di fronte ai risvolti dell' "American Dream", il modo con cui nel dopoguerra interveniva per risolvere i suoi problemi confidando nelle possibilità di trovare in ogni caso una soluzione veloce e sbrigativa invece di adottare delle precauzioni in anticipo. Messa di fronte al disastro ambientale generato dai pesticidi l'opinione pubblica americana ha reagito in un modo duplice: da una parte le istanze della Carson sono state accettate (infatti nel 1972, dopo la morte della Carson avvenuta nel 1964, è stato emanato un nuovo Federal Insecticide, Fungicide, and Rodenticide Act FIFRA che rendeva illegale l'uso del DDT se non in casi di emergenza), dall'altra la reazione del mondo politico è stata veemente e la Carson è stata accusata di scarsa considerazione dell'importanza di questo insetticida nella lotta alla malaria e nello sviluppo dell'agricoltura. In seguito nel 1970 nasceva la EPA (Environmental Protection Agency) che rappresenta la controparte in difesa dell'ambiente del USDA (United States Department of Agricolture): in questo modo si dipanava il nodo creatosi dall'aggrovigliamento di interessi tra la regolamentazione dell'uso dei pesticidi e lo sviluppo delle pratiche agricole gestite fino a quel momento dal solo Dipartimento dell'Agricoltura. Poi durante la presidenza di Nixon furono introdotti altri pesticidi come il toxafene (messo al bando nel 1982).
I protagonisti dell’autorevole libro della Carson sono da una parte i pesticidi e dall'altra l'ecosistema minacciato. I pesticidi sono sostanze in grado di eliminare un organismo indesiderato o quanto meno di limitare la sua presenza esercitando un'azione di controllo (per esempio interferendo con i processi riproduttivi). Si dividono in insetticidi, erbicidi, fungicidi (o anticrittogamici). Essi possono rappresentare una minaccia per la salute umana soprattutto per i bambini in fase di crescita e di sviluppo. Prima dell'introduzione degli insetticidi organoclorurati l'uomo ha utilizzato pesticidi inorganici e organometallici particolarmente tossici per l'uomo. Negli anni 40 e 50 sono stati introdotti i composti organoclorurati che sono estremamente stabili (non si decompongono né si degradano nell'ambiente), sono scarsamente solubili in acqua, si sciolgono facilmente nei grassi, sono molto tossici per gli insetti ma scarsamente tossici per l'uomo. Il principale insetticida introdotto nell’epoca è stato il DDT che viene metabolizzato dagli organismi in una seconda sostanza che si chiama DDE. Il suo uso è stato proibito dal 1973 negli USA e dal 1969 in molti altri paesi industrializzati. Attualmente la produzione del DDT è limitata a India e Cina e gli importatori sono 18 paesi. Purtroppo in India viene utilizzato oltre che per la lotta alla malaria anche come antiparassitario e conservante alimentare. In Italia il divieto di utilizzare il DDT risale al 1978 ma la produzione è continuata fino al 1996 da parte di Enichem Synthesis.
Il DDT è salito sul banco degli imputati per vari motivi: probabilmente cancerogeno per l'uomo, esso blocca i canali del sodio durante la trasmissione dell'impulso nervoso solo negli insetti. I suoi metaboliti sono poco biodegradabili e restano accumulati nei grassi corporei per cui risalgono la catena alimentare in concentrazioni tali di impedire la calcificazione completa dei gusci delle uova di alcuni uccelli come le aquile di mare dalla testa bianca (minacciate anche dal dieldrin, un ciclodiene clorurato in uso dal 1950 ed accuratamente descritto dalla Carson) ed i falchi pellegrini. Dopo la proibizione dell'uso del DDT le popolazioni di questi rapaci si sono riprese fino ai livelli numerici precedenti.

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